Lingua e letteratura

La lingua

L’Occitano, come portoghese, spagnolo, catalano, francese, italiano, franco-provenzale, sardo, ladino, rumeno, dalmatico, è una lingua neolatina o romanza. Quando Dante Alighieri nel XIV secolo tentò una prima classificazione delle parlate romanze, prese come riferimento la particella che indicava l’affermazione: determinò così tre idiomi, la lingua del sì, italiano, la lingua dell’oil, oiltano o francese, e la lingua d’òc, occitano. Òc deriva dal latino hoc est, è questo, è così; il termine Occitania passò così ad indicare l’insieme delle regioni in cui si parlava la lingua d’òc. Come tutte le lingue, l’Occitano ha delle varianti locali: le principali sono Guascone, Lengadociano, Provenzale, Limosino, Alverniate, Vivarese o Occitano alpino, di cui fanno parte le parlate delle valli occitane d’Italia.

I trobadors

Presente nei testi letterari a partire dal X secolo, dal XII l’occitano conosce la sua stagione più felice grazie ai poeti detti trobadors. Il termine trovatore discende dal verbo occitano trobar, creare una melodia e una lirica. La lirica trobadorica è essenzialmente esaltazione dell’amore, che è sprone e mezzo per il miglioramento morale. Il fine del trovatore è rendersi degno dell’amata, conquistando il pretz, il pregio, la largueza, la generosità d’animo, la convivencia, la tolleranza, la jovent, la freschezza del cuore e dello spirito, la mezura, l’autocontrollo, l’humilitat, l’umiltà, e il sen, il senno: tutti valori che pare di ritrovare nei personaggi protagonisti del volume.

Dante e i trobadors

Sin dalla sua comparsa l‘occitano è tenuto in grande considerazione dai poeti europei, tanto da essere addirittura impiegato da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Nel poema che avrebbe costituito un modello ineguagliabile per la letteratura volgare, il poeta fiorentino fa ricorso a tre soli idiomi: l‘italiano, favella nova, il latino, lingua della poesia classica, e l‘occitano, in onore di quei trobadors che Dante riteneva maestri assoluti della tradizione poetica. Nel Canto XXVI del Purgatorio il trobador Arnaud Daniel recita infatti:

Tan m’abellis vostre cortes deman,
qu’ieu no me puesc ni voill a vos cobrire.
Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan;
consiros vei la passada folor,
e vei jausen lo joi qu’esper, denan.
Ara vos prec, per aquella valor
que vos guida al som de l’escalina,
sovenha vos a temps de ma dolor!

Tanto mi piace la vostra cortese domanda,
che non mi posso né voglio a voi celare.
Io sono Arnaud, che piango e vado cantando;
pensoso vedo la passata follia,
e vedo con gioia il gaudio che spero, dinanzi.
Ora vi prego, per quel valore
che vi guida al sommo della scala,
ricordatevi a tempo debito del mio dolore!
Purg., XXVI, vv.140-148

Tempi scuri e rinascita dell’occitano

L’occitano mantiene la propria unità sino al XV secolo, quando si avvertono i primi effetti della frammentazione dialettale e dell’influsso francese. Nel 1539 con l’editto di Villers-Cotterêts l’imperatore Francesco I bandisce ufficialmente la lingua d’òc dal territorio francese. Solo nel XIX secolo si avrà la grande rinascita letteraria avviata dal Felibritge, creato nel 1854 da sette poeti provenzali “per provocare la resurrezione della vecchia lingua della Provenza e riabilitarla con il prestigio della poesia”. Fondatore del movimento è Frédéric Mistral, autore di Mirèio e Calendau, coronato nel 1904 dal Premio Nobel per la letteratura.

Il XX secolo

Nel 1935 Lois Alibert pubblica la Gramatica Occitana e un dizionario francese-occitano. Nel 1946 nasce l’I.E.O., Institut d’Estudis Occitans, che è ancor oggi la principale struttura che si occupa della tutela e della diffusione della lingua. Negli anni ’80 la Val d’Aran ha ottenuto uno statuto di autonomia ed oggi la sua lingua ufficiale è l’occitano; in Francia il bilinguismo è praticato ovunque in scuole private dette Calandretas. In Italia lo Stato ha riconosciuto la minoranza linguistica d’òc il 15 dicembre 1999 con l’approvazione della legge 482. Oggi gli occitanofoni sono fra i 3 e 4 milioni, mentre coloro che comprendono la lingua si stimano in 6-7 milioni.