Manifesto di San Pietro

In considerazione di una crisi economica internazionale da cui indirettamente dipende l’indebolimento di molte associazioni culturali, e in considerazione della crisi morale e di credibilità che coinvolge numerose associazioni del Piemonte, anche occitane, le associazioni culturali Soulestrelh e Ousitanio Vivo hanno promosso l’assemblea congiunta di San Pietro di Monterosso del 15 novembre 2014.

1) Con l’assemblea di San Pietro di Monterosso del 15 novembre 2014 le associazioni culturali Soulestrelh e Ousitanio Vivo decidono di dar vita ad una nuova associazione, denominata Lou Soulestrei, nella quale confluiranno entro breve tempo i rispettivi organi di informazione (il quadrimestrale Lou Temp Nouvel e il mensile Ousitanio Vivo), le rispettive risorse umane, pubblicazioni, patrimoni finanziari e materiali.

2) L’associazione culturale Lou Soulestrei intende salvaguardare e promuovere l’identità della minoranza linguistica occitana in Italia, con particolare attenzione alla lingua, alla cultura materiale e alle tradizioni, alla letteratura, alle espressioni di carattere musicale e coreutico, alle nuove creazioni e alle nuove forme di comunicazione telematica. Essa intende altresì incoraggiare, attraverso i propri organi di informazione, ogni forma di sviluppo sociale, demografico, economico e politico delle Valli Occitane in Italia.

3) L’associazione culturale Lou Soulestrei si riconosce come parte integrante dello spazio linguistico e culturale di tutta l’area occitana, dalle Alpi ai Pirenei e all’Atlantico.

4) Il simbolo dell’associazione Lou Soulestrei è la sola croce occitana a 12 punte.

5) L’associazione Lou Soulestrei riconosce come grafie adatte alla scrittura della lingua occitana esclusivamente quella dell’Escolo dóu Po (o Concordata), tendenzialmente per gli studi e le espressioni letterarie connessi alle diverse varianti locali in uso nelle Valli Occitane, e quella Classica (o Normalizzata), tendenzialmente per i testi di carattere non locale.

6) L’associazione Soulestrei intende porsi come punto di riferimento per una riaggregazione delle numerose realtà culturali delle Valli Occitane, le quali, pur nella loro straordinaria vitalità, hanno scontato storicamente settarismi, personalismi e sterili contrapposizioni. Essa dunque, fermo restando i principi esposti negli articoli precedenti, ammette al suo interno la massima pluralità di convinzioni politiche, religiose e ideologiche.

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