Journal Ousitan

Il mensile Ousitanio Vivo esce dal 1974, nel 2014 ha superato i 40 anni di età e i 400 numeri pubblicati. È uno dei più longevi di tutta l’area occitana, sia cisalpina che transalpina. La maggioranza dei suoi lettori è distribuita nell’area compresa tra le valli monregalesi e l’alta val Susa, oltre che nelle città del Piemonte e della Francia del sud. Viene anche venduto in una quindicina di edicole tra le province di Cuneo e di Torino. Nato come giornale del Movimento Autonomista Occitano, è diventato nel 1992 di proprietà dell’associazione Ousitanio Vivo, la quale a sua volta è confluita, nel novembre 2014, nella nuova associazione Lou Soulestrei.

Giornale e associazione hanno sede a Venasca in valle Varaita. Il direttore del giornale è Diego Anghilante, scrittore e regista di film-documentari.

La redazione del giornale si riunisce a Venasca per confrontarsi sulle problematiche che emergono di volta in volta dal territorio e per concordare il materiale da pubblicare. La redazione è naturalmente aperta ai collaboratori, che sono una ventina e curano soprattutto le corrispondenze dalle valli e le numerose rubriche del giornale.

Tra di essi vi sono autorevoli esponenti del mondo occitano, come l’architetto Renato Maurino, il musicista Sergio Berardo, lo scrittore e regista Fredo Valla, lo studioso del folclore Gianpiero Boschero. Ma l’elenco prosegue con il prezioso contributo di corrispondenti lontani (André Abbe dalla Provenza, Antoni Rossell dalla Catalogna, Marco Stolfo dal Friuli) e di esponenti del mondo accademico e della ricerca in Italia e all’estero: Fabrizio Bartaletti (geografo), Francesco Tomatis (filosofo), Giuseppe Goria (lingua e letteratura piemontese), Luca Quaglia (linguistica), Francesca Quasimodo (arte medievale), Fulvio Romano (antropologia).

Il giornale esce regolarmente ogni fine mese (ad eccezione del mese di agosto) con 10-12 pagine, così ripartite: articoli di analisi politica, interviste (pp. 1 e 10); altre minoranze etniche e linguistiche in Italia e nel mondo (p. 2); appuntamenti musicali, eventi e manifestazioni (p. 3); corrispondenze dalle singole valli (pp. 4-5-6); rubriche e articoli di approfondimento culturale (pp. 7-8); recensioni editoriali (p. 9). Quattro pagine (tra cui naturalmente la prima e l’ultima) sono a colori.

Ousitanio Vivo si è caratterizzata, soprattutto negli ultimi 15 anni, per una linea di pluralismo e di apertura al confronto tra le diverse componenti del mondo occitano. I cui esponenti, ad eccezione di alcune frange particolarmente settarie, accettano di pubblicarvi i loro interventi. Non si tratta dunque di un bollettino auto promozionale ma di un vero strumento di informazione e di dibattito per la comunità linguistica occitana in Italia.